Per comprendere il concetto di bellezza, è essenziale non limitarsi alla ricerca della perfezione, ma puntare invece alla completezza della vita. Carl Gustav Jung, celebre psicoanalista, affermava che per realizzare pienamente la nostra esistenza non dovremmo aspirare alla perfezione, bensì alla completezza, ovvero a una serie di esperienze e realizzazioni che contribuiscano al nostro benessere e alla nostra felicità. La bellezza, quindi, non è un concetto univoco. È un’idea che può essere sia oggettiva sia soggettiva. Ogni individuo ha una percezione personale della bellezza che può variare in base alle proprie esperienze, cultura e valori. Questa dicotomia è ben illustrata nel libro “Il sottile equilibrio della bellezza” della dottoressa Laura Mazzotta, specialista in medicina estetica. Nel suo volume, la Mazzotta esplora i molteplici significati della bellezza, considerandola come un mix di libertà, prigione, rinascita, preoccupazione, estetica, interiorità, bisogno e, a volte, obbligo. Spesso, l’aspetto fisico assume un ruolo cruciale nella definizione dell’identità personale. Molte persone valutano se stesse in base al proprio aspetto esteriore e ai giudizi altrui. Questo fenomeno è amplificato dagli standard estremi e stereotipati di bellezza che circolano sui social media, i quali diffondono immagini e ideali che possono essere fuorvianti. Tali standard spesso portano a un senso di inadeguatezza e al perseguimento di falsi valori. L’autrice invita quindi a non lasciarsi ingannare dalle apparenze, paragonando le illusioni della bellezza superficiale a delle bolle: perfette all’esterno, ma vuote al loro interno e pronte a scoppiare. La bellezza ci circonda ogni giorno, nelle piccole e grandi cose della nostra vita quotidiana. Tuttavia, Laura Mazzotta sottolinea l’importanza di considerare la medicina estetica non solo come un mezzo per migliorare l’aspetto fisico, ma anche come una questione di salute. La medicina estetica non si limita, infatti, a soddisfare il desiderio di avere labbra “ridisegnate” o altri miglioramenti estetici. Essa si occupa anche di patologie vere e proprie, al fine di creare uno stato di benessere totale, che comprenda la sfera fisica, mentale e sociale dell’individuo. La sfida della medicina estetica, secondo la specialista, risiede proprio nella ricerca del benessere nell’imperfezione. Capire che il nostro corpo non è una macchina da riparare, ma un riflesso da mantenere pulito, ci aiuta a riconoscere che le imperfezioni fanno parte della nostra unicità. Questo concetto ci permette di abbracciare una visione più equilibrata della bellezza, contribuendo alla nostra consapevolezza e felicità.
Per stare bene è importante la scelta dello specialista e quindi “come si sceglie un bravo medico”? La dottoressa Mazzotta invita alla riflessione anche su questo facendo leva su 4 concetti al quale ogni specialista deve ispirarsi:
- “Non creare danno più di quanto tu possa aiutare” perché il primo giuramento di ogni medico è di tutelare la salute dei propri pazienti valutando tra scienza e coscienza rischi e benefici di ogni intervento sanitario
- Dialogo e ascolto per conoscere meglio possibile il paziente
- Empatia e comprensione che si traduce nella capacità di vedere il mondo con gli occhi del paziente.
-
E dunque quale il segreto per liberarsi di un concetto asfittico e illusorio come quello della perfezione? È presto detto: non bisogna essere perfetti, basta esse speciali per qualcuno. Secondo l’autrice la perfezione non esiste perché tutto passa sempre dall’amore, nei nostri confronti e nei confronti degli altri e dall’uso che ne facciamo. “Se vuoi comprendere la tua persona, se vuoi capirla e migliorarla- conclude l’autrice- se vuoi regalarti una nuova bellezza devi sempre prima cercare l’amore…. quello per te stesso”.